Programma Triennio 2016 – 2019

La promozione del benessere, la lotta allo stigma, l’innovazione dei modelli organizzativi dell’assistenza psichiatrica a partire dalla misurazione, la formazione a partire dalla esperienza e dalle tematiche emergenti sono le sfide della Psichiatria attuale. Il nuovo Direttivo della Sezione Regionale di Puglia e Basilicata intende assumere queste sfide nel nuovo Programma e sottoporle all’attenzione e alla condivisione degli psichiatri e degli specialisti in formazione che operano sul nostro territorio, e che condividono la filosofia e la mission della Società Scientifica.

La Società Italiana di Psichiatria è la prima società scientifica nazionale nell’area psichiatrica e, in ambito regionale, cura i rapporti tra i vari servizi, gli enti e le autorità, oltre che promuovere attività di ricerca, di formazione e di tutela della salute mentale. Riteniamo che la forza e il significato dell’appartenenza societaria risieda nel confronto e dibattito sulle pratiche e sui bisogni dei colleghi, che ogni giorno affrontano la complessità del fare e essere psichiatra oggi; pertanto siamo convinti che la partecipazione dei Soci non possa esaurirsi nella delega del mandato nel momento elettivo della rappresentanza, ma debba essere centrale e creare una rete che consenta un continuo scambio di informazioni e proposte.

Questo, anche nell’ottica di aumentare l’appetibilità della nostra Società ed avvicinarla ai giovani ed agli specialisti in formazione, perché proseguano la loro crescita professionale ed etica in un alveo permeato di interesse scientifico e autorevolezza culturale, da un lato; dall’altro, di costituire un interlocutore accreditato e realmente rappresentativo delle varie anime della psichiatria nei confronti del mondo scientifico, politico, associativo.

Il lavoro del Direttivo precedente è stato volto a riportare l’attenzione nazionale su questioni fondamentali per la psichiatria: l’intervento precoce e multimodale e la presa in carico degli esordi nei servizi pubblici per la salute mentale pugliesi, attraverso un progetto pilota attivato nel 2009, il Progetto PRESTO (Progetto Ricerca Esordi Sul TerritoriO); il benessere e la sicurezza degli operatori in psichiatria, oggetto di approfondimento e di confronto nella I Conferenza Nazionale sulla Salute e sulla Sicurezza in Psichiatria, tenutasi a Bari sotto l’egida della Società Italiana di Psichiatria; la presa in carico degli autori di reato nel momento epocale della chiusura degli O.P.G., con la necessità di rimodulare l’assistenza psichiatrica nei servizi, all’interno delle carceri e delle strutture dedicate, tessendo i rapporti con la magistratura e riaprendo il dibattito sulla pericolosità sociale e l’imputabilità.

Questi sono solo alcuni dei temi in cui la Sezione si è impegnata negli ultimi mandati, ottenendo il plauso e il riconoscimento della comunità psichiatrica nazionale. A livello regionale, si è fatta promotrice di specifici modelli di sperimentazione e innovativi, di ampliamento dei valori organizzativi sui quali si basa l’assistenza psichiatrica, relativamente agli esordi psicotici, alla psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, alla gestione delle emergenze – urgenze, ai trattamenti senza consenso. Ha ascoltato la voce degli psichiatri e degli operatori che lavorano nella salute mentale, con una survey inviata a tutte le unità operative territoriali e costruita per individuare alcuni indicatori di qualità delle organizzazioni, partendo dall’assunto che il benessere sul luogo di lavoro è elemento fondamentale della costruzione di una équipe e di significati nella relazione con il paziente.Il programma della Sezione Regionale 2013 – 2016 era volto ad uno sforzo attuativo delle seguenti tematiche:

– Modelli di assistenza psichiatrica in tempi di crisi del welfare; – Assistenza per i pazienti autori di reato e superamento definitivo degli Ospedali Psichiatrici

Giudiziari; – Differenziazioni dei percorsi di cura e progetti innovativi sperimentali all’interno dei

Dipartimenti di Salute Mentale; – Promozione di una “rete” per la salute mentale per il recupero dei diritti di cittadinanza dei

pazienti. Il Programma della Sezione 2013-2016 è un documento tutt’ora valido per quanto riguarda le linee di indirizzo e i principi di riferimento, ma necessita di una attualizzazione rispetto a punti specifici alla luce dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni. Tanti i cambiamenti dell’ultimo triennio nel panorama nazionale, e che ci interessano da vicino. L’approvazione del Piano di azioni nazionale salute mentale (PANSM), nel gennaio 2014, dalla Conferenza Unificata Stato Regioni, proposto dal Gruppo interregionale salute mentale (GISM) e dal Ministero della Salute, ha delineato aree di bisogno, metodi e obiettivi prioritari da attuare in tutte le regioni relativamente alla salute mentale, sia dell’età adulta che dell’infanzia e adolescenza. Nello stesso periodo, il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari ha determinato non solo la realizzazione di nuovi “luoghi” per la psichiatria, quali le strutture sanitarie per la presa in carico degli autori di reato assoggettati a misure di sicurezza detentive (REMS), ma ha determinato importanti ricadute sull’assistenza dei pazienti autori di reato sulla operatività dei servizi.

Alcuni obiettivi devono caratterizzare il prossimo triennio della Sezione Regionale, dal punto di vista della metodologia di lavoro e come riferimento per le azioni da implementare:

1. Promozione di una raccolta dati multicentrica nelle due regioni, con particolare riferimento all’area del rischio di psicosi. Le acquisizioni più recenti della letteratura hanno dimostrato che le psicosi sono precedute da un periodo di lunghezza variabile in cui sono presenti sintomi sotto soglia che si accompagnano ad alterazioni neurobiologiche evidenziabili. L’epidemiologia e la prognosi di questi fenomeni nel territorio appulo-lucano non sono conosciuti, così come non lo è la possibilità di prevenzione. La Sezione Regionale, come già in passato con il Progetto di Ricerca PRESTO relativo agli esordi psicotici presi in carico nel 2009 – 2010 in alcuni servizi territoriali per la salute mentale sparsi sul territorio pugliese, intende supportare e coagulare il lavoro degli psichiatri dei Dipartimenti di Salute Mentale, promuovendo una raccolta dati relativa ai soggetti a rischio di psicosi.

2. Adolescenza e transizione. In adolescenza, l’aumentata risposta agli stimoli sociali e la maturazione neurobiologica sono spesso associate ad una evoluzione della psicopatologia o ad una alterazione dello sviluppo. Il lavoro sul campo con gli adolescenti ne evidenzia le specificità rispetto all’infanzia e all’età adulta: dalla depressione, ai disturbi d’ansia e del comportamento alimentare, ai disturbi della condotta, ai tentativi di suicidio. La Sezione Regionale della SIP propone una formazione continua e una maggiore condivisione delle conoscenze scientifiche e cliniche tra psichiatri e neuropsichiatri infantili, finalizzate alla prevenzione e, quando necessario, alla terapia della psicopatologia in questa cruciale età della vita.

3. Misurazione dei modelli psichiatrici di assistenza. Il superamento epocale degli Ospedali Psichiatrici e degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari attraverso lo sviluppo delle reti territoriali di assistenza ha posto l’assistenza psichiatrica in Italia all’avanguardia. In un’epoca di restrizioni economiche si impone, però, una riflessione sull’efficienza dell’attuale sistema di assistenza assieme all’efficacia dei percorsi terapeutici. Le qualità di efficienza ed efficacia sono migliorabili con nuovi modelli organizzativi e terapeutici? Per

rispondere a questa domanda è necessario conoscere la realtà attuale con misurazioni adeguate dei fenomeni. La Sezione Regionale intende sviluppare la misurazione dell’efficienza dei modelli organizzativi e dell’efficacia dei percorsi terapeutici su tutto il territorio come premessa fondamentale per elaborare eventuali proposte migliorative da verificare sperimentalmente.

4. Assistenza psichiatrica per gli autori di reato. La psichiatria attraversa una fase completamente nuova nel trattamento dei pazienti autori di reato, caratterizzata dal fatto che l’assistenza di questi ricade quasi del tutto sulla operatività dei servizi di salute mentale. Cessata definitivamente la funzione detentiva degli OPG, realizzate, con grande ritardo e molte criticità solo alcune delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) previste, i Dipartimenti di Salute Mentale si trovano a dover individuare delle soluzioni per i nuovi autori di reato affetti da problemi psichici, spesso inappropriatamente canalizzati verso luoghi di cura o di riabilitazione per i disturbi psichici, che si rivelano inidonei e non attrezzati per gestire in sicurezza questa tipologia di pazienti. Oltre all’impatto clinico-organizzativo sui servizi di questo nuovo mandato, un altro aspetto critico riguarda la formazione degli operatori e delle équipe territoriali rispetto agli specifici bisogni di questi pazienti.

5. Benessere, sicurezza e lotta allo stigma in psichiatria. Il lavoro terapeutico e assistenziale nella salute mentale, basato sulla relazione tra persone e sulla continua interazione con la sofferenza dell’altro, comporta uno straordinario carico emozionale, da cui deriva una minaccia al benessere degli operatori e, talvolta, un elevato rischio di stress. La peculiarità della professione dello psichiatra, fondata sulla complessità organizzativa, sull’incertezza, sull’emotività, le contingenze situazionali spesso soggette a forti criticità, le strategie necessarie a gestire la relazione d’aiuto, l’impossibilità di svolgere al meglio il proprio ruolo per fattori su cui non si ha una diretta incidenza, gli eventuali conflitti sui luoghi di lavoro, il mancato sostegno e riconoscimento dello stress, talora incidono sulla serenità della percezione soggettiva e sul vissuto della sicurezza oggettiva dei contesti con cui ci si interfaccia nel lavoro quotidiano. Tale complessità si traduce nella necessità di tener presente sia indicatori oggettivi che soggettivi, e pensare ad un’organizzazione dei servizi fondata sulla dimensione del benessere, della sicurezza e della qualità del lavoro degli operatori. La SIP Regionale intende proseguire il lavoro del triennio precedente, costruendo una psichiatria appropriata, accreditando buone pratiche, monitorando la cura e la riabilitazione attraverso protocolli e procedure. Osservando i mutamenti epidemiologici, intercettando gli altri settori della medicina, coltivando la prevenzione. Sensibilizzando e coinvolgendo la comunità sui temi della salute mentale e della lotta allo stigma ed al pregiudizio. Utilizzando, con un approccio sempre rigoroso nella metodologia e rispondente al proprio mandato, nuovi canali comunicativi, accanto a quelli tradizionali, per condividere temi informativi – formativi, e fornire commenti e valutazioni su tematiche di attualità.